Dopo varie vicissitudini l’Ase (associazione degli studenti di economia) è riuscita anche quest’anno a portare a termine il progetto Ase in Azienda. 

Il progetto prevede la visita all’interno di varie aziende, diverse per tipologia, mercato e grandezza per far sì che i giovani (ambiziosi) futuri imprenditori possano aprire la loro mente su realtà e fattori che hanno avuto modo di notare solo sui libri.

Come si può logicamente capire, un libro non avrà mai lo stesso impatto che può avere una visita all’interno dell’azienda.

Quest’anno ci siamo concentrati su aziende sarde, in particolare modo Smeraldina e Sugherifici Molinas. 

Tralascio le descrizioni “pubbliche” delle aziende in questione, dato che sono facilmente trovabili online ed è noto che il marchio esporti in tutto il mondo. 

Vorrei concentrarmi invece su quello che abbiamo scoperto dal tour all’interno dell’azienda. 


Entrando ci viene mostrata una bottiglia di plastica prima della lavorazione e i vari processi che verranno applicati alla plastica.


Nino (la nostra guida) ci spiega che la plastica ha memoria, quindi quando viene riciclata va sempre miscelata a plastica vergine per far sì che possa venir poi lavorata nuovamente. L’azienda produce più di 25 mila bottiglie al giorno e noi soci non stentiamo a crederci, perché mentre Nino ci racconta queste cose migliaia e migliaia di bottiglie passano proprio sopra le nostre teste. 


Successivamente le bottiglie vengono disinfettate, riempite, chiuse, etichettate e imballate. 

All’interno dei magazzini dei robot elettrici automatici spostano pallet di bottiglie pronte alla vendita senza l’aiuto del personale, stupendo anche quei pochi soci che non si erano meravigliati nella fase di creazione della bottiglia. 

La sera siamo stati accolti dai Sugherifici Molinas. 

Abbiamo visto tutte le fasi di creazione di un semplicissimo tappo di sughero. 


Tutte le varie fasi ci sono state spiegate nel minimo dettaglio, mentre ci capita di studiare le fasi sui libri elencate semplicemente con dei numeri o le lettere A, B, C… non dando importanza effettiva ai processi produttivi. 

Il sughero viene estratto, ogni 10 anni, bollito per poterlo stendere e poi lavorarlo, tagliarlo in base alle porosità, alle forme della corteccia ed alcune fasi prevedono anche che il personale annusi il legno per comprenderne la qualità. 


In base alla porosità e allo spessore del sughero si possono catalogare i tappi in circa 15 tipologie diverse, che possono variare dai 9 centesimi ai 50 centesimi a pezzo. 


Quest’anno abbiamo voluto visitare delle aziende sarde anche per comprendere le realtà più vicine a noi studenti, che veniamo spesso spinti ad andare altrove non tenendo conto delle potenziali ricchezze della nostra terra. 

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